Gli Empori del Mediterraneo.

La proposta di Storie di Barche per la Carta del Mare 2.0

I follower di SdB conosco già le attività istituzionali a cui nel tempo l’Associazione si è dedicata, acquisendo il know-how sulla cultura immateriale, sul saper fare degli antichi mestieri legati al mare, con l’obiettivo di renderlo disponibile in modo strutturato, attraverso corsi di formazione, pubblicazioni ed eventi culturali e divulgativi.

Sarebbe bello pensare ad una attività di networking ove l’attività svolta e programmata viene messa a sistema in un contesto comune decisamente più ampio, per ambiti di riferimento “geografico” e di “contenuto”: pensare cioè ad iniziative dedicate non solo ad un saper fare che ha caratterizzato un contesto territoriale locale, estendendole alle “materie prime” ed ai “prodotti” che nel passato hanno caratterizzato siti collegati dalle rotte commerciali del Mediterraneo antico.

Il saper fare, le materie prime ed i prodotti diventano contenuti dello scaffale di un emporio, antico luogo ove le merci venivano scambiate e rese disponibili: è proprio questo ciò che SdB si propone di realizzare e di promuovere chiedendo l’adesione all’iniziativa ai musei marittimi afferenti all’associazione AMMM, nazionali e internazionali, ad altre realtà museali e alle associazioni impegnate nelle iniziative di salvaguardia del vasto patrimonio culturale materiale e immateriale.

La realizzazione di una serie di Empori del Mediterraneo, gestiti da soggetti e associazioni in collaborazione con i musei , pronti a condividere i propri prodotti, può diventare motore di un turismo intelligente, culturale e consapevole nell’ambito del quale le famiglie, le associazioni e singoli appassionati potranno muoversi fisicamente viaggiando in un Mediterraneo remoto ma ancora vivo capace di proporsi come alternativa al turismo di consumo rendendo disponibili e promuovendo lo scambio dei variegati prodotti culturali e le merci presenti negli scaffali del proprio Emporio.

Questo progetto diventa la buona pratica che SdB propone condividendo la Carta del Mare 2.0 in un contesto ove i Musei Marittimi e le altre Associazioni saranno in prospettiva mutualmente coinvolti, reciprocamente impegnati nel raggiungimento di un obiettivo comune di ampio respiro.

Nicola Bazzurro e Roberto Guzzardi