Gozzo “Biancamaro”

Il gozzo cornigiotto “Biancamaro” è stato costruito nel 1910 a Varazze per la famiglia Traverso di Voltri che lo ha utilizzato per la pesca per tre generazioni. Finito in disarmo sulla spiaggia di Voltri è stato acquistato da alcuni soci dell’Associazione nella primavera del 1995. Portato a Pieve Ligure e iniziato il restauro ci si è resi conto che le parti compromesse dell’imbarcazione erano più numerose del previsto.

Lo scafo era quasi completamente da rifare e i lavori di restauro si sono presentati subito molto difficili. I materiali idonei alla riparazione, gli stessi usati nel 1910 per costruirlo, non erano reperibili. Tavole di pino marittimo (Pinus pinaster) per i corsi di fasciame e stortame di legno duro di acacia (Robinia pseudoacacia), frassino, rovere non venivano più commercializzati dai grossisti di legnami da circa 20 anni. Cioè da quando si era interrotta quasi completamente l’attività dei maestri d’ascia costruttori di gozzi e lance in legno. Per risolvere il problema i soci dell’Associazione hanno recuperato il materiale necessario in un bosco che in passato riforniva i cantieri navali del Levante Ligure. Le piante sono state scelte con l’aiuto dei maestri d’ascia Agostino Bianchi detto “Lallo” e Fortunato de Filippi e con il boscaiolo Carlo Martello nel bosco di Macallè a Sestri Levante.

 Dopo aver ottenuto l’autorizzazione dal Corpo Forestale dello Stato, le operazioni di taglio e stagionatura sono state eseguite secondo la tradizione, seguendo la prassi in uso da secoli. In una prospettiva futura sono state anche tagliate le piante necessarie alla costruzione di due nuove barche. Il taglio di 10 pini marittimi per ottenere tavole da fasciame è stato effettuato nel maggio del 1995. Nell’ottobre dello stesso anno sono state tagliate 6 piante di acacia (Robinia pseudoacacia) per ricavare storti per ossatura da costruzione navale. I tronchi in entrambi i casi sono stati portati in segheria dove sono stati segati a tavole dello spessore adeguato. Al gozzo è stato sostituito il 70% del fasciame e l’intera ossatura. Anche i banchi, i carabottini, le serrette, i bagli, le gole e i bordi sono stati rifatti. Il lavoro è stato seguito dal maestro d’ascia “Lallo”, che ha insegnato agli amici radunati intorno al gozzo la sua “arte” i metodi ed i segreti del proprio mestiere, ben lieto di trasmettere una conoscenza altrimenti destinata a scomparire.

 I lavori sono stati ultimati nel settembre del 1996 e il gozzo, battezzato con il nome di “Biancamaro”, è sceso in mare a Bogliasco con un armo velico provvisorio. Nel 1997 è stata costruita una nuova attrezzatura, composta da albero a calcese, antenna, bompresso, bigotte per sartie, numerosi bozzelli e due vele nuove pensate e tagliate su misura per quella barca. Anche per le vele è stata effettuata una ricerca e, pur utilizzando un tessuto moderno, sono state realizzate con metodologia antica.

Il gozzo “Biancamaro” ha partecipato alle regate a vela latina di Sestri Levante piazzandosi al terzo posto nel 1997 e al secondo posto nel 1998. Negli anni successivi ha preso parte alla regata di Stintino in Sardegna vincendo un premio speciale per il miglior restauro. Viene utilizzato oltre che per le normali uscite in mare, nell’ambito di manifestazioni culturali e nei corsi di cultura marinara con i ragazzi delle scuole.

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