L’Associazione

Per salvare un vecchio libro capita che alle volte non ci sia altro modo che impararlo a memoria. Per ricordare i mestieri oggetto di questa storia e provare a salvarli, l’unico modo è impararne i fondamenti, riviverne e farne rivivere le difficoltà, le astuzie e forse anche le emozioni.biancamaro regate sestri levante 002

L’Associazione Culturale Storie di Barche opera da più di vent’anni nel campo della valorizzazione della cultura marinara, nel senso più ampio del termine. L’oggetto delle sue attività non è limitato ai manufatti, quali vecchi scafi o attrezzature, ma si estende al “saper fare”, all’arte costruttiva di maestri d’ascia, velai e cordai. L’associazione è consapevole che solo attraverso la trasmissione delle abilità manuali, andando a bottega dai vecchi maestri, è possibile impedire la scomparsa di importanti testimonianze di “cultura materiale”. La sede dell’Associazione è a Pieve Ligure (Ge) e si avvale di due sedi operative: nell’entroterra in Val Trebbia a Garbarino di Rovegno e a Nervi, presso la Darsena sita nel comprensorio dell’istituto scolastico Collegio Emiliani.

 

 

Oltre al salvataggio di alcune imbarcazioni liguri, alla costruzione di nuove barche e di armi velici tradizionali, l’attività di recupero ha compreso la documentazione di molti scafi ormai compromessi, dei quali è stato realizzato il rilievo, le interviste agli artigiani,  disegni e foto.

Dal 1997 svolge un buon lavoro didattico con le scuole dell’obbligo e istruisce corsi per gli adulti sui vari aspetti del restauro e del recupero delle vecchie imbarcazioni tradizionali e partecipa con le sue barche ai raduni e alle gare dedicate ai gozzi e alle lance.

 

 

Gli inizi. I racconti di Cap. Black.

 “Alla fine degli anni ottanta frequentavo la casa di Cap. Black  a Capo Santa Chiara alla ricerca di  disegni libri e informazioni sull’architettura delle barche. Mi ascoltava con pazienza, cercava di spiegarmi i principi del disegno navale suggerendomi però la strada del costruttore piuttosto che quella del progettista. Verso sera, dopo le lezioni, mi intratteneva con i suoi ricordi.  Narrava di barche in legno,  di cantieri e di maestri d’ascia e di manifestazioni in mare piene di gente. Dipingeva con le parole un paesaggio bello e popolare e un ambiente sociale marinaro di grande partecipazione. Le foto dei suoi album erano poi la testimonianza di quanto diceva.

Alla sua morte decidemmo con alcuni amici di dedicargli un’esposizione, visualizzando i suoi disegni e progetti originali con  mezzi scafi, acquarelli, foto dell’epoca e schizzi.

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Era nata Storie di Barche.

Venne così realizzata durante il Salone Nautico di Genova del 1993 una mostra su Bruno Veronese, conosciuto come “Capitano Black”, progettista di imbarcazioni da diporto negli anni Cinquanta e Sessanta e uno dei primi divulgatori di temi marinari.

Seguendo i suoi consigli nel 1995 approda nel Fòulo, un piccolo fondo di via Chiappa a Pieve Ligure adibito a sede dell’associazione, un vecchio gozzo cornigiotto costruito nel 1910. Dai 15/20 giorni preventivati per il restauro si è arrivati a 12 mesi di lavoro.

Lo scafo è stato completamente rifatto, passando attraverso il taglio dei pini e delle acacie nel bosco di Macallé sopra Sestri Levante, per ricavare tavole di fasciame e storti per l’ossatura, la costruzione delle pialle e di altri ferri da carpentiere navale,  l’alberatura  e le vele, le corde e i bozzelli. Un percorso completo attraverso  le vie più lunghe e complicate, che ha però permesso ad alcuni soci di avvicinarsi e apprendere i primi rudimenti della carpenteria navale. Personaggi come i maestri d’ascia Lallo, Fù, Canata, Angelo, il velaio Arturo, il boscaiolo Carlo, i cordai di Carmagnola, hanno costituito una squadra di professori di altissimo livello. Da quell’anno quasi tutti loro hanno seguito le vicende e le iniziative di Storie di Barche prodigandosi in insegnamenti e consigli: parliamo di mesi  e poi di anni interamente dedicati a questa missione. In alcuni periodi a tempo pieno, dedicando da entrambe le parti, apprendisti e  maestri, quasi  tutti i giorni. Era l’unico modo per superare il divario e le distanze e recuperare così la conoscenza e l’arte.  Nel 1997 nel Fòulo veniva costruita una lancia su un  disegno di Cap. Black: la prima vera costruzione.

 

 

Con gli anni l’attività dell’associazione si è volta sempre più a una visione più ampia e organica del recupero dei mestieri legati al mare e di tutti quei beni culturali oggi chiamati “invisibili”, il “saper fare” dei mestieri antichi trasmessi spesso oralmente e per imitazione dei gesti degli artigiani.

 

 

Nel 1998, in collaborazione con il Comune di Pieve Ligure, la Provincia di Genova e il Corpo Forestale dello Stato, Storie di Barche ha realizzato la mostra “Una barca nel bosco”, dedicata alla tradizione e alla cultura marinara, cui è seguita la pubblicazione Una barca nel bosco: costruzione, restauro, documentazione delle barche tradizionali liguri, e una serie  articolata di lezioni di cultura marinara presso le scuole dei comuni di  Bogliasco, Pieve Ligure, Sori, Recco, Camogli, Uscio, Bargagli, Cogorno.

Nel 1999 l’attività editoriale ha compreso il volume Vela latina, mentre nel 2000 è stato pubblicato Filo da torcere. La costruzione delle corde e il lavoro dei cordai.

 

 

Nel corso del 2000 si sono tenute due mostre: la prima, ospitata in Palazzo San Giorgio a Genova in occasione del raduno di velieri “Tall Ships 2000”, aveva come tema “La rinascita della vela latina” mentre la seconda, dal titolo “La cartella salata”, era dedicata ai lavori e ai disegni dei ragazzi delle scuole che hanno seguito i corsi di cultura marinara.

Alla fine di quell’anno il comune di Pieve Ligure ci ha offerto uno spazio nell’ex scalo ferroviario, che abbiamo rimesso in sesto a  nostre spese e con il  lavoro di soci e amici.

Nel 2002 è stato pubblicato Leudi di Liguria, mentre nel 2003 sono stati pubblicati Pesci Salati: la pesca delle acciughe e la loro salagione e Gozzo di Liguria.

Ed è proprio con l’idea che la teoria e la pratica della marineria possono convivere ed aiutarsi l’una con l’altra, nel corso del 2003, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario della Provincia di Genova e la Biblioteca comunale Il treno di carta è stata inaugurata la Biblioteca del Mare, che oggi ha raggiunto circa gli 800 volumi.

La  biblioteca è fornita di libri di narrativa e avventure sui mari per ragazzi e adulti e, per chi si avvicina alla navigazione a vela, alla costruzione o riparazione di scafi ed attrezzature o agli antichi mestieri, è possibile trovare alcuni pratici manuali che forniscono utili informazioni per affrontarli con un minimo di conoscenza. Il catalogo dei libri è disponibile in rete sull’Opac “Liguria Sebina net” e sul catalogo nazionale SBN.

BIBLIOTECA DEL MARE

A seguito dei corsi di cultura marinara per le scuole dell’obbligo avviati nel 1999, 2000 e 2001, in collaborazione con la Provincia di Genova per i comuni di Bogliasco, Pieve Ligure, Sori, Recco, Uscio, Camogli, Avegno, Cogorno e Bargagli e dopo aver realizzato in collaborazione con il Comune di Pieve Ligure un Centro Culturale per le Attività Marinare strutturato con aula didattica, laboratorio di carpenteria navale, laboratorio di veleria, Storie di Barche ha elaborato con le Scuole Medie del Golfo Paradiso un progetto di maggior spessore e contenuto didattico, attivando un corso di carpenteria navale finalizzato alla costruzione di tre imbarcazioni a vela.
La scelta è caduta su di una imbarcazione tradizionale, vincitrice di un concorso indetto in Francia nel 2000 dalla rivista di storia e etnologia marittima Chasse-marèe. Lo scafo, a  fondo piatto, è attrezzato con una vela al terzo, tipico armo velico adottato dalle imbarcazioni francesi della riva atlantica, e si presta a piccole navigazioni utilizzando la vela e i remi anche con equipaggi di ragazzi non particolarmente esperti. La municipalità de l’Ile-Tudy in Bretagna, dove questa imbarcazione dei primi del ‘900 è stata ricostruita in diversi esemplari, ci ha fornito i disegni e  informazioni tecniche. E’ stata così realizzata a cavallo del 2003 e del 2004 una piccola flottiglia di plattes armate al terzo, modificate con la vela latina nel 2006 per poter gareggiare nelle regate.

 

 

Nel cantiere di Pieve Ligure dell’Associazione è stato costruito nel 2004 uno Swampscott Dory sulla base dei disegni di Iain Oughtred, architetto australiano trapiantato in Scozia, che ha ripreso disegni tradizionali adattandoli alle innovazioni tecniche dei compensati marini e delle resine epossidiche. Ultimata la costruzione, è stato varato allo scalo Torre di Pieve.  La storia di questa particolare barca è stata ricordata in una mostra dedicata a Anita Conti, oceanografa etnologa e fotografa imbarcata nel 1939 e poi nel 1952 per tutta la stagione di pesca, sui pescherecci che catturavano il merluzzo sui banchi di Terranova. Battute di pesca che duravano 6 mesi senza scalo nel bel mezzo dell’oceano.

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Le fotografie della Conti, il dory di Pieve e altri materiali sulle avventure dei Terre-Nuevas, sono stati esposti in una pubblicazione e in un allestimento curato dall’Associazione nel 2007 presso il Galata Museo del Mare di Genova e successivamente presso il Museo della Marineria di Cesenatico.  Il libro Una Stagione di Pesca al Merluzzo edito da Magenes, ha ripercorso la storia delle barche che hanno partecipato alla pesca del merluzzo e in particolare gli schooners e i dory.

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Nel 2006, in collaborazione con il Museo Galata di Genova e grazie al sostegno di diversi sponsor, è stato realizzato un corso per maestri d’ascia riservato a tre giovani carpentieri soci dell’associazione che ha portato alla realizzazione di un gozzo cornigiotto armato a vela latina. Il Santa Caterina, questo il nome della barca, varata il 3 Giugno 2006 dalla spiaggia di Boccadasse a Genova, è attualmente esposta nella hall del Galata Museo del Mare di Genova. Durante l’estate, ha preso parte alle regate della vela latina mostrando tutte le sue qualità marine ed ha rappresentato la Liguria nello stand della Regione in occasione del Salone Nautico di Genova 2006.

 

 

Il 2007 è stato dedicato in gran parte al recupero di legname per carpenteria navale con la collaborazione della Comunità Montana Valle Stura e Orba, con la quale è stato poi organizzato un corso di formazione per disoccupati, cofinanziato dall’Unione Europea e dalla Regione Liguria.

Nel corso del 2008 Storie di Barche ha partecipato a diverse iniziative a carattere divulgativo: le principali sono state il contributo al “Festival del Bosco” organizzato dalla Regione Liguria con l’allestimento di uno stand basato sulle diverse specie arboree locali e con la realizzazione in pubblico di alcuni remi utilizzando  quarte di faggio provenienti dall’Appennino Ligure. Con riferimento alla tradizione remiera locale, il Parco dell’Aveto e Storie di Barche hanno siglato una convenzione attraverso la quale verranno nuovamente resi disponibili remi di faggio realizzati a mano con essenze certificate, provenienti dal Parco dell’Aveto.

 

 

Nello stesso anno, oltre ai corsi pratici realizzati presso la sede di Pieve Ligure (si tratta di un appuntamento ormai consueto) Storie di Barche ha contribuito all’organizzazione della manifestazione di barche tradizionali tenutasi a Recco in settembre presentando il proprio progetto sulla pesca del pesce azzurro: progetto che, principalmente, si è determinato con la costruzione di un’antica rete manata, insieme agli aghi in pero e melo necessari.

 

 

Grazie a una particolare autorizzazione accordata dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, da quell’anno organizziamo occasionalmente battute di pesca alle acciughe per fini culturali e dimostrativi. Segue la salagione dei pesci il giorno seguente alla  prova di pesca.

Durante l’anno 2008 l’operazione più impegnativa e più importante realizzata è stato l’abbattimento e lo spacco manuale in quarte di tre faggi secolari alti 50 metri nelle Foreste Casentinesi. I faggi, dopo una fase di stagionatura, sono stati utilizzati per la realizzazione di due remi in pezzo unico, lunghi dodici metri, destinati alla galea del Museo del Mare di Genova. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con la Guardia Forestale dello Stato, con il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e con l’Associazione Promotori Museo del mare di Genova oltre che con il Galata stesso.

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Nel corso dello stesso anno sono stati realizzati 12 remi nuovi per il Dragone di Camogli.
Nel 2009, oltre ad aver partecipato con stand dimostrativi a diverse manifestazioni a Genova – Sestri Ponente, a La Spezia (Festa della Marineria), a Recco (Il mare ci unisce), si è sottoscritta un’importante convenzione con il Parco dell’Aveto con cui si intende valorizzare dal punto di vista turistico, culturale ed economico la materia prima (legno) e le tradizioni che caratterizzano le foreste del Parco dell’Aveto, e che è stata l’inizio di una collaborazione tutt’ora in atto in base alla quale sono stati costruiti due remi da galea con i faggi della foresta del Passo del Bocco, uno dei quali è esposto al Museo del Mare di Genova, mentre l’altro è collocato al centro visitatori di Rezzoaglio (GE).

 

 

Nel corso dell’anno ci siamo avvicinati al mestiere del cestaio, seguendo un anziano artigiano in località Gaiazza.

Su richiesta del Museo di Instanbul abbiamo realizzato un piano di costruzione e un mezzo modello progettuale per una baleniera di 8 metri.

Inizia la collaborazione con l’Associazione Vela in testa e il Dipartimento mentale della ASL 3 genovese per il progetto “Riarmare la barca”, che ha avuto inizio ad aprile 2010 e che prevedeva l’inserimento lavorativo di alcuni ragazzi disagiati attraverso il restauro di una lancia viareggina.

L’approvazione, con relativo finanziamento, del progetto “O pan du ma. La pesca delle acciughe e i mestieri del mare” segna molte delle attività del 2010. Presentato  alla Regione Liguria nel dicembre 2009 in risposta a un bando del settore Cultura, in collaborazione con il Galata Museo del mare, l’Ente Parco Aveto, la Sovrintendenza ai Beni Storici Artistici e Etnoantropologici della Liguria e il Club Amici Vela e Motore Recco, è stato approvato nel luglio 2010. Prevede lo studio e la presentazione di una serie di mestieri artigianali legati al mare e alla pesca. Hanno avuto inizio pertanto i contatti con diversi artigiani, dai vasai di Albissola, ai bottai di Sarzana e di Ceranesi.

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Nello stesso anno sono stati costruiti 4 remi per il Comune di Portofino, destinati al gozzo in legno da 22 palmi che disputa il Palio del Tigullio.

Viene inoltre  recuperato un vecchio gozzo di 6 metri abbandonato sulla spiaggia di  Multedo, ultimato il restauro e armato a vela dopo un anno di lavori  viene  varato durante la Festa della marineria a La Spezia nel 2012.  La rivista Wood dedica un ampio articolo a questo difficile restauro. In seguito questa imbarcazione ci è stata regalata dall’armatore ed è entrata a far parte dell’Open Air Museum, ormeggiata in acqua davanti al Galata Museo del Mare di Genova.

 

 

Nel corso del 2011 l’attività principale è legata al Progetto “O pan du ma”: la ricerca, la raccolta delle interviste, dei manufatti e lo studio dei mestieri correlati alla pesca e alla salagione delle acciughe, culminano nelle manifestazioni di Pieve Ligure, Rezzoaglio e del Galata, oltre che in alcune altre iniziative come le uscite in mare per pescare con le reti manate, gli incontri con le scuole, ecc.. Sulla manifestazione viene anche realizzato un video.

 

 

In questi anni arrivano altri gozzi da restaurare e da armare a vela latina: il Città di Voltri e il San Giorgio, poi passati in corso d’opera a soci che proseguono il lavoro, e poi il Bianca, il Topaz, il M’Ingozzo, il Bona.

Nel 2012 vengono costruiti 6 remi per la lancia Creuza de ma, l’imbarcazione che rappresenta l’Italia nell’Atlantic Challenger che si disputa ogni due anni.

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Sempre nel 2012 nell’ambito del Progetto Europeo Robin Wood una delegazione dei paesi partecipanti viene ospitata a Pieve Ligure presso la sede dell’Associazione.

Nel 2013 presentiamo, in collaborazione con l’Università Popolare di Torino, la Sovrintendenza ai Beni Storici Artistici Etnoantropologici della Liguria, il Galata museo del  mare, gli  Enti parco Aveto, Antola e Portofino e con il patrocinio del comune di Pieve Ligure, il progetto “Maramao” partecipando a un bando di concorso Telecom sui beni immateriali. Il progetto si articola nella pubblicazione di un manuale di carpenteria navale, nella costruzione di due gozzi cornigiotti, uno dei quali con gli allievi dell’Istituto Nautico di Genova, nel censimento delle vecchie imbarcazioni storiche presenti sulle spiagge della Liguria con la collaborazione delle scuole da Ventimiglia a La Spezia. Prevede anche una postazione multimediale all’interno del Galata – Museo del Mare e la costituzione di un deposito di legnami da assortimento navale per il restauro delle imbarcazioni storiche situato nella Val Trebbia. Dopo 18 mesi l’esito del bando non ci premia, su 400 progetti presentati solo 8 potevano passare. Ripartiamo quest’anno (2015) con gli stessi partner cercando altre strade per il finanziamento del progetto.

Nel 2014 l’Associazione è entrata nel progetto Med-Patrimoine/Comenius Regio, di cui fanno parte già L’Ufficio Scolastico Regionale del MIUR e l’Académie di Aix-Marseille (omologa dell’USR), il Comune di Genova e quello di Marsiglia, il Lyceè professionel Poinso-Chapuis, L’Office de la mer di Marsiglia, l’Istituto Nautico San Giorgio, l’Ufficio Scolastico Regionale per la  Liguria e l’Associazione Promotori Musei del Mare.

Tutte queste realtà, con alcuni loro rappresentanti, si sono incontrati nella sede di Storie di barche l’11 febbraio 2014. E’ stato in questa occasione che Storie di barche, è stata invitata ad entrare nel progetto, che intende essenzialmente mettere a confronto, attraverso gli istituti nautici dei due paesi, le tecniche costruttive e la cultura marinara che li caratterizzano.

Nella primavera del 2014 altri 4 remi per Creuza de Ma realizzati con i ragazzi  dell’equipaggio nell’ambito di un corso rivolto a loro in vista del Contest internazionale di Brest che prevede oltre alle sfide di voga e vela anche prove di abilità marinara e di carpenteria. L’attività è stata svolta presso la sede operativa di Garbarino di Rovegno.

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Nel luglio del 2014,  con una raccomandata il Comune di Pieve Ligure ci informa che non intende rinnovarci la concessione dei locali e ci invita a lasciarli  liberi da persone e cose entro il 1° gennaio 2015. Al nostro posto si sistemerà la Protezione Civile. La sorpresa è grande e lo sconforto pure .

Ottenuta una proroga fino a giugno 2015, inizia la difficile battaglia per trovare uno spazio adeguato a custodire i tanti manufatti, grandi e piccoli, raccolti o realizzati negli anni, ma soprattutto una sede dove continuare uno studio e un’attività che sempre più ha allargato i suoi orizzonti, dal manufatto alla storia, per non perdere vent’anni di storia di Storie di Barche, e un pezzo importante della nostra cultura.

Nel 2015 inizia la collaborazione con i Musei di Nervi.

2016: un nuovo inizio
Dopo le difficoltà dell’anno precedente, il 2016 si apre a vele spiegate per Storie di Barche, grazie anche alla collaborazione con Enti e Musei e all’entusiasmo di soci e sostenitori.
Alla fine del 2015 l’Associazione riceve un generoso dono dal socio e amico Andrea Mauri: il gozzo cornigiotto Bianca.
Dal profilo inconfondibile, con la prua rivolta in dentro, antica forma caratteristica di molti gozzi del ponente ligure, il Bianca venne costruito nei primi anni 50 dal maestro d’ascia Dante Ferro di Varazze.
Storie di Barche utilizzerà il gozzo cornigiotto in attività di pesca tradizionali, come la pesca alle acciughe con la manata e per veleggiare con la latina e bordeggiare lungo la costa. Il Bianca sarà anche il testimonial del progetto Maramao.

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Il progetto Maramao nasce nel 2016 con l’intento di promuovere il recupero del grande patrimonio storico rappresentato dalle centinaia di barche in legno ancora presenti sulle spiagge della riviera ligure, tante in stato di abbandono o di pessima conservazione e il recupero dell’antico mestiere del carpentiere navale.

Oltre all’Associazione Culturale Storie di Barche, al progetto hanno aderito, Istituzione Musei del Mare e della Navigazione/ Galata Museo del Mare, Musei di Nervi, Corpo Forestale dello Stato, Fondazione Università Popolare di Torino.

Nel mese di marzo invece, si apre collaborazione con i Musei di Nervi ed in particolare con le Raccolte Frugone di Villa Grimaldi Fassio.
Il 5 marzo è stata inaugurata presso questa sede una mostra di opere di giovani illustratori, frutto di un concorso che si svolge ogni anno.
Il tema del 2016, sul quale si sono cimentati circa 700 illustratori da tutto il mondo, era «SOS». Nelle due sezioni della mostra sono esposte le 48 opere vincitrici e le opere di Beppe Giacobbe, ospite speciale per il 2015.
In sintonia con l’illustrazione vincitrice e con il tema del mare restituito da molti giovani concorrenti, Storie di Barche porta nell’edizione genovese della mostra un gozzo ligure costruito dal cantiere Penco di Vernazzola. Occasione per lanciare un SOS, inteso a recuperare il grande patrimonio delle barche in legno ancora esistenti sulle spiagge di Liguria e la memoria dei mestieri del mare.

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Nel 2017 evento Zones Portuaires in collaborazione con Associazione Condiviso; nello stesso anno seconda edizione dei Gozzi Cadrai inserita nel programma delle Giornate Europee del Patrimonio.

 

 

 

 

Nel 2017-2018 partecipazione al progetto Europeo Alter Eco in collaborazione con il Comune di Genova, Musei di Nervi, Istituto Agrario Marsano.

 

 

Nel 2018 avvio laboratorio Saperi di Mare integrato nel progetto Alter Eco presso l’Antica Darsena del Collegio degli Emiliani.

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Nel 2018 recupero pro-salvataggio di uno degli ultimi grandi gozzi cornigiotti da pesca; in corso di valutazione possibile proposta inserimento “Gozzi Cornigiotti” come patrimonio dell’Umanità presso l’UNESCO.

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