Mezzo modello

LA PROGETTAZIONE DELLA FORMA DELLO SCAFO ATTRAVERSO IL MEZZO MODELLO

Il mezzo modello per secoli è stato utilizzato dai costruttori navali per progettare barche navi e yacht. Dal piccolo cantiere che produceva gozzi e lance, al grande cantiere che varava velieri di 30 metri. Anche i famosi yacht della Coppa America sovente erano progettati con questo sistema.
La forma della barca prende vita contemporaneamente  nell’immaginazione  e nelle mani del costruttore,  mediante un piccolo oggetto, che rende visibile lo scafo in poco tempo, in poco spazio, al colpo d’occhio. E’ tutto, null’altro.

Il corso permette ai partecipanti di realizzare il mezzo modello, a partire dall’osservazione di un gozzo costruito dal cantiere Penco di Vernazzola ospitato momentaneamente dall’Atelier delle Arti. Rapporto scala 1/10, un blocco di tavolette di legno chiaro e scuro che evidenziano in corso d’opera gli avviamenti delle linee d’acqua.
Agli allievi vengono forniti pochi elementi, la sezione centrale e il profilo.
Ogni corsista avrà a disposizione gli utensili necessari, piccoli pialletti sagomati, sgorbie, raspe e lame, un morso da banco e poi la guida e i consigli di chi ha costruito centinaia di mezzi modelli.

Successivamente se ne potranno rilevare le forme e tracciare su carta il piano di costruzione.
Verranno così ripercorse tutte le fasi che negli antichi cantieri portava alla definizione del progetto dell’imbarcazione e alla sala a tracciare.

A cura di:

Roberto Guzzardi, carpentiere navale, socio fondatore di Storie di Barche, ha partecipato a tutte le iniziative di Storie di Barche dal 1993, ha costruito numerose imbarcazioni, tra cui una lancia su progetto di Bruno veronese, tre Plates imbarcazioni bretoni vincitrici del concorso indetto dalla rivista Chasse Mareè, nel 2000 il Dory di  Swampscott, il gozzo Santa Caterina, attualmente esposto al Galata Museo del Mare di Genova.
Ha restaurato molti gozzi realizzando le alberature, le manovre, il bozzellame e  le vele. Ha costruito i remi per il Dragone di Camogli, per la galea di Genova e per un buon numero di  gozzi e lance da regata e da diporto.
Nel corso degli anni ha incontrato e collaborato con  i maestri d’ascia Agostino  Bianchi (Lallo) e Angelo Troccoli, il cordaio Italo Cella, e i cordai di Carmagnola, il velaio Arturo Ferretti della veleria Lami, e altri ancora che lo hanno spinto ed aiutato a intraprendere questa strada, Bruno Veronese, Giuseppe Bozzi Giorgetti Gaetano, Fortunato de Filippi,  Carlo Martello.

Per Storie di Barche ha scritto: Vela Latina, Filo da Torcere: la costruzione delle corde, Pesci salati: pesca e salagione delle acciughe.

mezzo modello corso

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Max partecipanti: 6

L’orario e il luogo del corso sono in via di definizione, per un aggiornamento in tempo reale si rimanda momentaneamente alla pagina Facebook