Pesci Salati. La pesca delle acciughe e la loro salagione

A cura di,

M. Boero, R. Guzzardi,

Per raccontarvi la trama di questo libro prendiamo a prestito la bellissima recensione di un grande amico di Storie di Barche, grazie per le belle parole,

La presenza di Storie di Barche si avverte, oltre per i tanti campi d’interesse nel recupero della memoria marinara del Golfo Ligure, per la qualità della sua attività editoriale, ed anche questa volta tiene fede all’immagine di produttrice minuziosa ed attenta. Il titolo, anche se legittima buona parte dell’impianto del volume, non è comprensivo di tutto il materiale, sia iconografico che scritto, espostovi con metodo e fedeltà di ricerca. Si parte da una breve scheda sulla vita dell’Associazione e quindi si parla del nostro mare, inteso come Mediterraneo, quindi Ligure, infine come ecosistema e risorsa. Da questa si entra nell’Acciuga, di cui se ne illustra “il pallone”, la conservazione, l’antico commercio, e di “Quando l’acciuga vale un Perù”, ossia del significato economico complessivo. Poi “la Pesca dell’acciuga”, a Riva Trigoso a Sestri Levante, la stagione di pesca in Africa, la campagna nell’Arcipelago toscano e San Fruttuoso di Camogli. Non poteva mancare il ricordo di Prà, un luogo canonico di quel mondo, fatto di pochissime case a ridosso della collina e vicino al mare, con le barche sulle spiaggette-cortili-squeri, spesso devastate dalle onde. Una testimonianza con cui si rammentano il varo e il rientro della spiaggia, il mercato, le reti da pesca, il periodo di pesca, e… “quando si andò verso la Francia. C’è quindi la sciabica della quotidianità e della sua variante (il gangano). Ecco che arriva la Lampara, le proteste per la sua rivoluzione e ciò che accadde dopo. Un capitolo è dedicato alla vendita del esce nella Repubblica di Genova e quindi ancora con i Michelini, famiglia di salatori di pesci. A conclusione viene sostenuta l’importanza del sale, invocando la storia del prodotto nella Repubblica Genovese, presentando le saline come luogo di produzione del cloruro di sodio, massimamente, ma anche di memorie. Rivestono particolare interesse le piccole schede inserite nel percorso di lettura, accompagnate da immagini: si segnalano quelle sul gale, una semplice sagola impegnata per calcolare l’intensità della corrente del mare, le Corde in lisca (un vegetale che cresce nei pressi), la breve storia del setificio Stagnaro, la Rete Manata ( il classico strumento di cattura delle acciughe). Ma c’è dell’altro ancora che Vi invitiamo a scoprire che si fa alla fine della bordata, tra le maglie della rete che ha catturato pesci e simpatiche intrusioni. Moltissimi sono i “grazie” che gli autori trascrivono in apertura di libro, come pure, in appendice, i “prestiti” fotografici ricevuti, segno- gli uni e gli altri- di un’ampia collaborazione ricercata e ricevuta, sia a livello istituzionale che privati.

Ed. 2003, pp 94, b/n+colore